E tu cosa fai ogni benedetta domenica?

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Tu cosa fai ogni benedetta domenica?

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3 Responses to “E tu cosa fai ogni benedetta domenica?”
  1. Mr WordPress ha detto:

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  2. Stefano Zizzi ha detto:

    Mio figlio stamattina mi ha chiamato più presto del solito. D’altronde lui sa che sono abituato a svegliarmi che ancora fuori è buio…
    Era da qualche giorno che aspettavo questa telefonata. Appena ho sentito lo squillo del telefono, ho pensato: non si è dimenticato di me! Alzo la cornetta e sento: Buongiorno papà, come stai? Come vuoi che stia, rispondo, i soliti acciacchi, ma ho un’armatura di ferro io, sai? Papà- mi dice – hai visto la pubblicità della televisione digitale? Perché non ti fai l’abbonamento? Sai quanta compagnia ti farebbe? Poi i soliti convenevoli, le stupide raccomandazioni che lui fa a me, dove siamo arrivati… E poi mi saluta chiudendo il telefono in fretta perché ha da lavorare. Mio figlio è un imprenditore, sapete? Appena si è laureato, ha preso in mano le redini della mia tipografia. E’ bravo, non vuole consigli, sono anni che non mi fa metter piede in azienda, perché sa già tutto, lui, ha studiato. Benedetto figliolo, cosa vuole che me ne faccia della televisione digitale? Non guardo quella che ho…
    Glielo dissi a Natale: non vale la pena comprarmi un televisore con lo schermo enorme, quei soldi spendili per i ragazzi, loro devono avere tutto, che sono il futuro, ma io… Tanto lo sapevo che andava a finire così. Quell’immenso scatolone grigio è solo la base su cui è appoggiata la mia fedele RADIOMARELLI del ’54 che ci regalarono per le nozze. Altro che digitale, quei transistor sembra che cantino loro e non i tenori che sento a radiotre!
    Da quando mia moglie Pina non c’è più, questo salotto è il mio regno. Sapete quante volte mi addormento su questa poltrona? La signora Maria del sesto piano scende e mi fa due pulizie, mi porta qualcosa di pronto… Fa una pasta al tonno in bianco che è una favola.
    Volete che vi faccia vedere la casa? Sapete, ci sono tante stanze, mio figlio mi ha preso in affitto una casa che non è enorme, ma per me che sono solo è una reggia… Era più grande quella in cui io e Pina l’abbiamo fatto crescere, ma giustamente lui ha voluto venderla, per non avere il costante ricordo di mia moglie. Eh, ma io Pina non la dimentico, sapete? Da quando il Dott. Celestini, bella persona, mi ha detto che devo prendere tutti i giorni delle pillole per la circolazione e per il cuore, ho notato che vado molto più spesso in bagno, scusate il termine. E così, siccome il bagno è in fondo alla casa mi ricordo che ci sono altre stanze, altrimenti, fosse per me, resterei sempre seduto qui a sentire la lirica in radio. Si, lo so. L’ambiente è un po’ vuoto, sembra il palcoscenico di un Teatro, ma a me bastano questa poltrona il mio abat-jour e le parole crociate che mi compra la signora Maria del sesto piano, che ogni tanto scende e mi fa due pulizie… Ma questo l’ho già detto, vero? Benedetta memoria…
    1934. Avevo dieci anni. Mia mamma, che Dio l’abbia in gloria, stava aggiustandomi un calzone di mio fratello che a ottobre mi sarebbe servito per andare a scuola ed ad un certo punto mio padre getta la sigaretta nel camino e alza la radio in segno di trionfo. Niccolo’ Carosio aveva appena finito di commentare la finale dei campionati mondiali di calcio. L’Italia era di nuovo campione del mondo… Quanti ricordi. Nel ’40 Papà capì che di lì a poco sarebbe partito per il fronte perché sentì alla radio che il Duce aveva dichiarato guerra alla Francia e all’Inghilterra. Dopo poco più di tre anni, mio fratello mi disse che in radio aveva ascoltato che Mussolini aveva annunciato le dimissioni. Fummo contenti, la guerra forse stava per finire, ma tutto questo non ci avrebbe ridato mio padre. Radio Londra… Porca miseria Radio Londra! Che ricordi, la radio. Era il primo anno di nozze, nel 1954 alla sette della sera, ogni sabato l’Italia intera si fermava per ascoltare un certo Eduardo De Filippo con le sue commedie registrate apposta per la radio… Che bellezza! Voi vi ricordate Renzo Arbore, perché canta le canzoni classiche napoletane, o Gianni Boncompagni quando faceva “domenica in” alla televisione: dovevate sentirli nel ’70 quando facevano in radio “Alto Gradimento”… Quello si che era uno spettacolo… Quando mio figlio tornava a casa dall’università, si chiudeva in camera sua e dalla porta si sentiva la sua fiammante radio GRUNDING rossa gridare “Lelio Luttazzi presenta HIT PARADE” era il ’76, mi ricordo come fosse l’altro giorno.
    82 anni, signori. Oggi. Sono nato il 10 ottobre del 1924. Lo stesso giorno della prima trasmissione radiofonica. E mio figlio mi chiama per fare l’abbonamento a chissà quale diavoleria. S’è dimenticato di farmi gli auguri, sapete com’è, con tutto il lavoro che ha.
    Suonano alla porta, dev’essere la signora Maria, si dimentica sempre le chiavi. Quando sono in bagno fa prima a risalire e prendere le sue. Cos’è oggi? Martedì: pasta al burro. Con permesso.

  3. Clio ha detto:

    Un pò mi mancano le “mie benedette domeniche” passate a fare l’addetta stampa dell’AS Taranto..ma ora mi godo il relax, la montagna e un giornalista troppo in gamba che conduce questo splendido programma 😉

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